Il problema dello sforzo mentale (o tensione psicologica) alla base delle malattie oculari
Sabato sera del 17 ottobre 2026, alle ore 20:45 circa, la AVP® ha svolto una dettagliata conferenza di presentazione delle sue attività presso la sala conviviale della parrocchia di Cortile di Carpi (Modena), grazie alla collaborazione preziosa e accogliente del nuovo parroco don Emíddio Voli, che qui ringraziamo sentitamente.
La partecipazione è stata di circa una dozzina di persone, molte delle quali non sarebbero state interessate a partecipare alla giornata di studio della domenica seguente, ma che su espressa richiesta volevano comunque sapere di che cosa si trattasse.
Abbiamo quindi proceduto a un racconto anche piuttosto romanzesco delle nostre origini, dal 2002, al 2006 (anno di effettiva fondazione della nostra associazione), al 2009, con i primi incontri ufficiali dal vivo a Milano, e poi gli ultimi anni di sviluppo e accumulazione di risultati pratici sempre più entusiasmanti e coinvolgenti per chi fosse veramente interessato a questa cura mediante auto-trattamento senza occhiali, basandoci esclusivamente sui concetti pubblicati dal Dott. Bates oltre cento anni fa a Nuova York.
Fra gli interventi del pubblico, citiamo il caso del sig. Fabio, che lamentava una paventata diagnosi di maculopatía, sospetta, il quale ci ha confermato che nel corso della sua lunga vita, lui settantenne, aveva sempre sofferto di una specie di inquietudine che poteva essere paragonata allo «sforzo mentale» che uno soffre quando la vista non è chiara. Curiosamente, nell’ articolo del Dott. Bates dedicato al «distaccamento della rètina» viene proprio raccontato come questo tipo subdolo e maligno di malattia oculare si riscontra sempre in persone che vivono circondati da una specie di sforzo o tensione mentale, interiore ed esteriore, che li condiziona e li porta a fissare lo sguardo, con problemi anche lievi di messa a fuoco, ma che poi li porta a sviluppare disturbi ben più gravi, definiti sostanzialmente incurabili e aggravati dagli occhiali.
Poiché nel pubblico vi erano anche persone che erano lì per curiosità e a scopo preventivo, abbiamo fatto un esperimento con un giovane trentenne che aveva buona vista senza occhiali ma che poteva facilmente migliorarla molto, come minimo portarla a 20/10, leggendo anche il microscopico, se solo avesse saputo di tale opportunità, che noi di fatto gli abbiamo comunicato. Abbiamo poi scoperto che lui soffriva di un minimo residuo di fotofobía, e che in passato aveva usato occhiali da sole, che poi aveva abbandonato per il paradossale fastidio che provava quando se li toglieva (la tòppa è peggiore del buco!). Gli abbiamo consigliato di ascoltare gratuitamente l’ audiolibro del Dott. Bates da noi pubblicato in linea su questo sito per documentarsi sulla procedura di come usare il sole diretto per allenarsi e debellare ogni paura della luce e gli abbiamo dato appuntamento a una successiva occasione per sapere quello che avrebbe conseguito qualora lo facesse.
Al termine, due persone hanno voluto contribuire alla causa versando la relativa somma per acquisire il libro base «VISTA PERFETTA SENZA OCCHIALI» da noi distribuito, rimandando la loro iscrizione effettiva a una successiva riunione.
Giunti alle ore 23 circa ci siamo ritirati e abbiamo dato appuntamento all’ indomani, quando una buona metà dei presenti avrebbe partecipato alla giornata di studio dalle 10 in poi.
In copertina: Preparazione della saletta per la conferenza introduttiva AVP®.
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