Non fare niente e vederci bene, il segreto definitivo
Continuando secondo la tendenza degli ultimi mesi, anche la giornata di studio di domenica 17 maggio 2026 non ha avuto molto successo di pubblico perché alla fine dei conti eravamo solamente cinque persone, che però hanno goduto del massimo della comodità e del riposo perché siamo stati capaci di stare sempre all’ aperto, sotto a un cielo azzurro e attraversato da continue nuvole bianche in evoluzione, poco contrastate dalle «scie di condensa» degli aerei che ci volavano sopra la testa molto raramente.
La mattinata è volata via tra un palmeggio e l’ altro e l’ uso della luce solare naturale che è stata la tematica di fondo di questo curioso appuntamento, durante il quale non abbiamo insistito troppo sulle «tecniche» ma abbiamo voluto sperimentare diversamente, appunto lasciando spazio alla convivialità e alla condivisione di esperienze di vita tra tutti noi, facendo però allo stesso tempo molta attenzione all’ uso degli occhi, al fastidio della luce, che nei casi di disabitudine mitigavamo spostandoci dietro le fronde della magnolia che ci “ospitava”. Regolarmente procedevamo alla semplice verifica della vista effettiva, sia con la tabella di controllo di Snellen da lontano, sia con il «SegnaLibro della Vista Perfetta» da vicino, per notare quale fosse il modo di pensare che piú agevolava la messa a fuoco senza diventare matti per vederci meglio.



Come spesso ripetiamo in àmbito AVP®, per noi ciò che conta sono i risultati, e questi sono venuti in abbondanza, dato che tutti i presenti, già nel pomeriggio, avevano curiosamente notato una molta maggiore nitidezza della loro visione, in particolare dopo le sedute di palmeggio, probabilmente perché le condizioni ambientali erano veramente speciali perché estremamente favorevoli.
I disturbi visivi presenti al mattino, cioè presbiopía, astenopía, astigmatismo e miopía, non c’erano piú nel pomeriggio, motivo per il quale la giornata deve essere annoverata tra quelle estremamente soddisfacenti e da ripetere sicuramente.
La cornice della villa Roveri-Majer è stata come al solito di grande supporto, sia logisticamente, sia spiritualmente, e ringraziamo il proprietario, nostro socio, che ce la mette a disposizione due volte all’ anno con grande gentilezza e disponibilità.
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In copertina: Angolo di giardino della villa Roveri-Majer di Caerano di San Marco, lato dipendenza.
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